IMPIANTO DI TRATTAMENTO RIFIUTI
descrizione delle fasi di processo e preventivazione
dei costi
Rosario Tulino
L’impianto di “termo-distruzione” che si vuole sottoporre
all’attenzione dell’interessato, ambisce la termo-distruzione di ogni genere di
rifiuto o materiale che non sia per convenienza riciclabile con garanzia di zero
emissioni in ambiente e l’autosufficienza energetica, obiettivo non di poco
conto, in considerazione della rilevante quantità di energia indispensabile per
attivare il processo di termo-distruzione della materia a temperature elevatissime,
oltre 1'500.00 °C
.
Il modulo con capacità di gestione di circa 100 tonnellate
al giorno, ciclo h 24, trentacinquemila
tonnellate l’anno di rifiuti, è pensato per ottenere il miglior compromesso efficienza/funzionalità
Tuttavia, in corso di industrializzazione dell’impianto la capacità potrebbe
anche essere incrementata, sebbene valutiamo che il compromesso di 100
tonnellate giorno sia quello ottimale.
I moduli possano essere replicati a soddisfazione, beneficiando
dell’effetto scalare del costo di produzione se programmata in serie.
Il progetto specifico, coniuga l’efficienza della tecnologia
tradizionale impiegata nella fase di pretrattamento, con l’innovazione
tecnologica, coperta da privativa, messa a punto per il core system del processo
di termo-distruzione, che, nella sua complessità consente il recupero
energetico per l’autosufficienza dell’impianto e la garanzia di zero emissioni
in ambiente.
Il trattamento dei rifiuti, viene eseguito attraverso cinque
macro-fasi in seguito le quali avviene il recupero automatizzato e il
confezionamento dei materiali riciclabili. Il processo si completa con la termo-distruzione
integrale di ogni genere di residuo e la depurazione dei fumi preventiva allo
scambio in atmosfera.
FASE 1
Pretrattamento degli RSU provenienti dal conferimento,
questa macrofase consiste nella cernita dei costituenti metallici come il ferro,
l’alluminio, il vetro, le ceramiche e gli imballaggi plastici, e mediante
l’impiego delle attrezzature già collaudate da tempo, quali nastri
trasportatori metallici, vibrovagli, idro-classificatori, tamburi magnetici
appositamente costruiti per questo scopo ed egregiamente funzionanti, viene
effettuato il trattamento primario per il passaggio alla fase 2.
FASE 2
a.
Triturazione
grossolana degli RSU provenienti dalla post-cernita
b.
Deumidificazione
c.
Macinazione
fine
d.
Polverizzazione
spinta
FASE 3
Combustione del polverizzato in appositi bruciatori di
specifica progettazione, operanti in particolari camere di combustione che
costituiscono la prima innovazione del sistema. In questi forni di combustione
si realizza il recupero termico mediante appropriati scambiatori per la
produzione di vapore che è il solo vettore energetico ricavato dal processo. Il
vapore saturo umido a bassa pressione (circa 10 bar) viene utilizzato come tale
in alcune parti dell’impianto ma il quantitativo maggiore dopo opportuno
surriscaldamento (alta pressione), viene impiegato per l’alimentazione di una
turbina a vapore veloce dalla quale si genera energia elettrica.
FASE 4
Impiego di una specifica turbina
termica in funzione di post-bruciatore che attraversata dai fumi
provenienti dalla camera della fase 3, funge da termo-disintegratore. La
particolare turbina genera l’effetto swirl
turbolento ad altissima temperatura (superiore ai 1500°C) che costituisce la
condizione termo-fisica per la totale ossidazione dei costituenti del gas. Questo
sistema oggetto di privativa, inibisce integralmente la formazione di qualsiasi
composto intermedio tra cui i più noti alogenati e le diossine in generale.
FASE 5
Depurazione dei fumi.
il passaggio dei fumi prima dello scambio in atmosfera segue un percorso di
depurazione che va dai multi cicloni depolverizzatori ad abbattimento termico
per proseguire nei precipitatori elettrostatici tipo Cottrell e il passaggio
finale attraverso le torri di adsorbimento a carboni attivi. In seguito quest’ultimo trattamento, i fumi presentano
solo un modesto quantitativo di CO2 che può essere catturata e depurata per lo
stoccaggio compresso in fase liquida da destinare ad altri usi industriali dopo
il trattamento con specifiche tecnologie già coperte da nostra privativa.
Gruppi di equipaggiamento e
preventivazione dei costi
Gruppo (A)
L’area di trattamento
dei rifiuti, predisposta per lo stoccaggio di polmonazione è prevista coperta con tettoie da attrezzare
con: carriponte, benne e motopale di movimentazione e caricamento.
costo equipaggiamento, euro 1.2 milioni
Gruppo (B)
Tramogge di contenimento con estrazione a canali vibranti
per l’alimentazione dei nastri trasportatori.
costo equipaggiamento, euro 0.8 milioni
Gruppo (C)
Sistema di nastri trasportatori metallici (tipo Apron),
classificatori di separazione, gruppi di cernita nastri trasportatori
secondari, trattamento dei post-separati, con pressatura dei ferrosi,
macinazione vetri e ceramiche, triturazione dei legnosi.
costo equipaggiamento, euro 3.3 milioni
Gruppo (D)
Trituratori a dischi, deumidificatori, macinatori a molazze
dentate con vomeri a lame rotanti, polverizzatori a tamburo con sfere di
burattatura e coclee di estrazione.
costo equipaggiamento, euro 3.2 milioni
Gruppo (E)
Combustore a due stadi del polverizzato equipaggiato di
specifici bruciatori nella prima camera di combustione, seguiti dal secondo
stadio con installata apposita turbina termica di termodistruzione ad alta
temperatura > di 1500°C.
costo
equipaggiamento, euro 3.6 milioni
Gruppo (F)
Multi-cicloni abbattitori dotati di scambiatori di calore
per produzione di aria calda per il combustore.
costo equipaggiamento, euro 0.8 milioni
Gruppo (G)
Recuperatori di calore dal combustore E per la generazione
di vapore (con surriscaldatore ad alta pressione) per la centrale di produzione
energia elettrica (Turbina a vapore accoppiata all’alternatore).
costo equipaggiamento, euro 1.4 milioni
Gruppo (H)
Separatore elettrostatico dei fumi di scarico provenienti.
costo equipaggiamento, euro 0.7 milioni
Gruppo (I)
Torri di adsorbimento a carboni attivi per la depurazione
finale dei fumi.
costo equipaggiamento, euro 0.5 milioni
Gruppo (L)
Radiatori di raffreddamento dei fumi per la predisposizione
al trattamento di captazione della CO2.
costo equipaggiamento, euro 0.3 milioni
Gruppo (M)
Servizi di stabilimento: centrale elettrica, sala compressori,
impianto idrico, reti distribuzione all’impianto, logistica e mezzi
movimentazione.
costo equipaggiamento, euro 2.2 milioni
Stima
del costo globale dell’impianto euro 18 milioni
I costi preventivati sopra escludono tutte le opere edili e
la disponibilità dell’area industriale e nello specifico sono anche esclusi i
costi della tecnologia di captazione della CO2, dato le modesti quantità da
trattare e la necessità di eseguire preventivamente un’analisi qualitativa e
quantitativa dei fumi stessi. Tuttavia, nella sua completezza e per rispondere
all’esigenza di trattamenti massivi di rifiuti, il progetto contempla anche l’adozione
in abbinamento, di un impianto di captazione integrale e stoccaggio allo stato
liquido della CO2 per l’impiego in altri
processi industriali, come pure, l’integrazione di una tecnologia innovativa
pensata per lo smaltimento dei pneumatici fuori uso, da coniugare con
l’esigenza di processare i fanghi di depurazione delle acque. Nell’ipotesi di
costruzione di un impianto integrale che affrontasse nel contesto le
problematiche esposte, diventa possibile ottenere un risultato energetico
positivo per effetto del maggior potere calorifero generato dal processo di
depolimerizzazione dei pneumatici e la trasformazione dei fanghi di
depurazione.
Il preventivo sopra esclude, ovviamente, anche quest’ultima
tecnologia, sebbene nel merito specifico si possono fornire indicazioni
grossomodo precise, come indicato di seguito.
Il modulo relativo questa tecnologia ha una capacità di
trattamento di sedici mila tonnellate
anno di fanghi di depurazione in abbinamento con cinquemila tonnellate annue di pneumatici fuori uso. Questo
processo mira ad una produzione di energia elettrica da immettere in rete, pari
a circa 2,5 MWh. L’impianto è ovviamente replicabile a soddisfazione,
funzionalmente alle specifiche esigenze.
Il costo del modulo è apprezzabile intorno la spesa di circa 10 milioni
di euro.
La specifica tecnologia usufruisce il beneficio di fondi
europei. Tuttavia la sola produzione annua di energia offre tornaconti intorno
i valori di tre milioni seicentomila euro l’anno da sommare all’introito dovuto
al costo di conferimento sia dei pneumatici fuori uso che dei fanghi di depurazione, calcolato rispettivamente nell’ordine
di circa 100 e 150 euro per tonnellata.
Tulino Rosario
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