lunedì 5 settembre 2011

Tulino Rosario Legenda dello schema semplificato Trattamento Rifiuti


Legenda dello schema semplificato Eclipsed Dirt
Rosario Tulino

Lo schema illustrato evidenzia in modo semplificato il percorso degli RSU lungo le fasi che caratterizzano il processo Eclipsed Dirt, dall’area di stoccaggio (A) d’inizio al termine (Ω) che si conclude con la cattura della CO2 presente nei fumi.
Gli RSU conferiti vengono caricati tramite gru a cavalletto (Kp) dotate di benne, su grandi tramogge T1, dalle quali vengono gradualmente estratte, mediante canali vibranti Cv, in quantità tipiche della potenzialità dell’impianto.
Il canale vibrante Cv alimenta i lunghi nastri trasportatori metallici Nc (tipo Apron) sui quali viene realizzata la cernita delle principali classi di costituenti (plastiche, metalli, vetri, ceramiche) separazione che viene ottenuta con l’impiego di particolari bracci meccanici e dispositivi dotati di strumenti di rilevazione anche molto sofisticati. Dalla cernita le classi omogenee dei diversi componenti vengono raccolte in apposite tramogge di contenimento T2, T3 …. Tn.
Le materie plastiche separate vengono depolimerizzate, impiegando vari processi ma preferibilmente quelli a più alta resa di conversione e di più affidabile gestione.
I metalli vengono raggruppati per tipologia (Ferro, Alluminio, Rame ecc..) e quindi pressati in blocchi per ridurne cospicuamente il volume e predisposti per essere ricevuti dalle fonderie. I vetri e le ceramiche vengono frantumati in mulini a mascelle ed a martelli ed inviati alle vetrerie o come inerti nel settore edile.
All’estremità del nastro Nc si scarica il prodotto R*, che tramite il nastro Na in gomma alimenta il trituratore a dischi Tr (dispositivo 1), il prodotto in uscita dal trituratore si presenta in una pezzatura media  di 3 – 4 cm che viene inviata tramite un apposito trasportatore a coclea alla specifica molazza di frantumazione.
La macchina è formata da grandi ruote con mantelli in acciaio antiusura (Creusabro 32 ed Abracor 25), forgiati con lame elicoidali rivestite da carburi e punteruoli trono-conici rivestiti da speciali leghe antiusura. Durante la molazzatura il prodotto subisce una sminuzzatura progressiva e viene riportato sotto le ruote tramite appositi vomeri dotati anche di naspi rotanti, che incrementano la produttività ed evitano la formazione di cumuli di materiale scarsamente trattato. Al termine della fase 2 di frantumazione fine, il prodotto viene inviato ai deumidificatori Du che utilizzano aria calda prodotta dagli scambiatori E2 dei multi cicloni mc. Il prodotto essiccato dai Du viene caricato sui mulini rotanti a palle Ms, dotati di coclee di estrazione nelle parti del mantello interno. L’azione delle sfere permette una frantumazione molto spinta, che dopo un certo numero di cicli di funzionamento porta alla formazione polverulenta del prodotto R*, la pezzatura finissima è caratterizzata da un elevatissimo rapporto Superficie/Peso (migliaia di volte rispetto al pretrattato), che è la condizione base dell’elevata reattività. La riduzione allo stato polverulento del prodotto lo rende idoneo all’impiego come combustibile, se pur integrato da altri fuel negli appositi bruciatori b1, b2, … bn.
Nella camera di combustione Cc si realizza una rapida combustione con la formazione estremamente ridotta di incombusti nei fumi; tuttavia a causa della grande variabilità di composizione degli RSU, nei fumi generati sono presenti composti nocivi ed inquinanti, che solo tramite il passaggio nella turbina termica di termodistruzione  5 possono essere eliminati.
Nella zona Ic di iper-combustione si raggiungono temperature intorno ai 1600°C che effettuando la rottura dei legami chimici, garanzia per la pressoché totale eliminazione di residui inquinanti.

L’azione della girante della turbina termica e l’immissione di aria suppletiva dal diffusore turbolento nella camera Ic di specifica configurazione, con bruciatori tangenziali disposti su due ranghi determina l’ottenimento di un termo-distruttore con effettive capacità di eliminazione di composti come le diossine. La turbina termica rappresenta il core del sistema Eclipsed Dirt. Il passaggio dei fumi sui multi cicloni mc, sui filtri elettrostatici E.S.F. e sulle torri di adsorbimento l1 ed ln assicurano l’eliminazione di ogni composto inquinante residuo nei fumi di scarico.
Con la cattura e lo stoccaggio delle CO2 presente nelle emissioni si realizza la fine (Ω) del processo di trattamento Eclipsed Dirt dal quale non si ha nessuna immissione sull’ambiente esterno.
Tulino Rosario

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