Legenda dello schema semplificato
Eclipsed Dirt
Rosario Tulino
Lo
schema illustrato evidenzia in modo semplificato il percorso degli RSU lungo le
fasi che caratterizzano il processo Eclipsed Dirt, dall’area di stoccaggio (A)
d’inizio al termine (Ω) che si conclude con la cattura della CO2 presente nei
fumi.
Gli
RSU conferiti vengono caricati tramite gru a cavalletto (Kp) dotate di benne,
su grandi tramogge T1, dalle quali vengono gradualmente estratte, mediante
canali vibranti Cv, in quantità tipiche della potenzialità dell’impianto.
Il
canale vibrante Cv alimenta i lunghi nastri trasportatori metallici Nc (tipo
Apron) sui quali viene realizzata la cernita delle principali classi di costituenti
(plastiche, metalli, vetri, ceramiche) separazione che viene ottenuta con l’impiego
di particolari bracci meccanici e dispositivi dotati di strumenti di
rilevazione anche molto sofisticati. Dalla cernita le classi omogenee dei
diversi componenti vengono raccolte in apposite tramogge di contenimento T2, T3
…. Tn.
Le
materie plastiche separate vengono depolimerizzate, impiegando vari processi ma
preferibilmente quelli a più alta resa di conversione e di più affidabile
gestione.
I
metalli vengono raggruppati per tipologia (Ferro, Alluminio, Rame ecc..) e
quindi pressati in blocchi per ridurne cospicuamente il volume e predisposti
per essere ricevuti dalle fonderie. I vetri e le ceramiche vengono frantumati
in mulini a mascelle ed a martelli ed inviati alle vetrerie o come inerti nel
settore edile.
All’estremità
del nastro Nc si scarica il prodotto R*, che tramite il nastro Na in gomma
alimenta il trituratore a dischi Tr (dispositivo 1), il prodotto in uscita dal
trituratore si presenta in una pezzatura media
di 3 – 4 cm
che viene inviata tramite un apposito trasportatore a coclea alla specifica
molazza di frantumazione.
La
macchina è formata da grandi ruote con mantelli in acciaio antiusura (Creusabro
32 ed Abracor 25), forgiati con lame elicoidali rivestite da carburi e
punteruoli trono-conici rivestiti da speciali leghe antiusura. Durante la
molazzatura il prodotto subisce una sminuzzatura progressiva e viene riportato
sotto le ruote tramite appositi vomeri dotati anche di naspi rotanti, che
incrementano la produttività ed evitano la formazione di cumuli di materiale
scarsamente trattato. Al termine della fase 2 di frantumazione fine, il
prodotto viene inviato ai deumidificatori Du che utilizzano aria calda prodotta
dagli scambiatori E2 dei multi cicloni mc. Il prodotto essiccato dai Du viene
caricato sui mulini rotanti a palle Ms, dotati di coclee di estrazione nelle
parti del mantello interno. L’azione delle sfere permette una frantumazione
molto spinta, che dopo un certo numero di cicli di funzionamento porta alla
formazione polverulenta del prodotto R*, la pezzatura finissima è caratterizzata
da un elevatissimo rapporto Superficie/Peso (migliaia di volte rispetto al
pretrattato), che è la condizione base dell’elevata reattività. La riduzione
allo stato polverulento del prodotto lo rende idoneo all’impiego come
combustibile, se pur integrato da altri fuel negli appositi bruciatori b1, b2,
… bn.
Nella
camera di combustione Cc si realizza una rapida combustione con la formazione
estremamente ridotta di incombusti nei fumi; tuttavia a causa della grande
variabilità di composizione degli RSU, nei fumi generati sono presenti composti
nocivi ed inquinanti, che solo tramite il passaggio nella turbina termica di
termodistruzione 5 possono essere
eliminati.
Nella
zona Ic di iper-combustione si raggiungono temperature intorno ai 1600°C che effettuando la
rottura dei legami chimici, garanzia per la pressoché totale eliminazione di
residui inquinanti.
L’azione
della girante della turbina termica e l’immissione di aria suppletiva dal
diffusore turbolento nella camera Ic di specifica configurazione, con
bruciatori tangenziali disposti su due ranghi determina l’ottenimento di un
termo-distruttore con effettive capacità di eliminazione di composti come le
diossine. La turbina termica rappresenta il core del sistema Eclipsed Dirt. Il
passaggio dei fumi sui multi cicloni mc, sui filtri elettrostatici E.S.F. e sulle
torri di adsorbimento l1 ed ln assicurano l’eliminazione di
ogni composto inquinante residuo nei fumi di scarico.
Con
la cattura e lo stoccaggio delle CO2 presente nelle emissioni si realizza la
fine (Ω) del processo di trattamento Eclipsed Dirt dal quale non si ha nessuna
immissione sull’ambiente esterno.
Tulino Rosario
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